LA PASTORAL DE LAS VOCACIONES EN ITALIA HASTA EL MOMENTO ACTUAL
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  • LA “CRISI” DELLE VOCAZIONI

INTERPELLA TUTTA LA CHIESA

 

    • La riflessione della Chiesa

In questi anni di “crisi” la Chiesa non si è posta in un atteggiamento di inoperosa attesa. Tutt’altro!

Giovanni Paolo II ha proposto un’attenta e approfondita riflessione sulle diverse vocazioni per chiarirne l’identità, riscoprirne la ricchezza e valorizzarne la missione. Si sono avuti, così, tre Sinodi in cui i Vescovi hanno riflettuto sulla vocazione dei “fedeli laici”, su quella sacerdotale e su quella della Vita consacrata. Il Papa, a conclusione dei Sinodi, ha proposto a tutta la Chiesa il frutto del lavoro di questi tre Sinodi nelle tre Esortazioni post-sinodali: “Christifideles laici”, “Pastores dabo vobis”, “Vita consecrata”.

A questi tre importanti documenti va aggiunta l’Enciclica “Redemptoris missio”, sulla vocazione missionaria. Questi documenti pontifici sono stati preceduti dal “Documento Conclusivo del II Congresso internazionale sulle Vocazioni” degli inizi degli anni ’80 e dal “Piano Pastorale delle Vocazioni in Italia” della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) del 1985.

 

La riflessione in questi ultimi anni è proseguita a livello europeo con il Congresso europeo sulle vocazioni (1997) che ha prodotto un Documento che segna un punto di non ritorno nella pastorale vocazionale: “Nuove Vocazioni per una nuova Europa” (NVNE).

 

Anche la Chiesa italiana si è soffermata a riflettere su questo aspetto importante della sua vita. E lo ha fatto dedicando al tema della pastorale vocazionale l’Assemblea generale della CEI, svoltasi a Roma nel maggio del 1999. Il CNV è stato coinvolto direttamente sia nella fase della preparazione sia in quella dei lavori in aula. Ma come si è svolta questa Assemblea così importante?

Essa è stata preceduta da una verifica fatta dai Vescovi prima nelle singole diocesi e poi a livello regionale. All’inizio dell’Assemblea S.E. Mons. Masseroni ha presentato in aula i risultati di questa indagine, offrendo così ai Vescovi italiani una visione globale della pastorale vocazionale in Italia. I Vescovi, dopo la relazione introduttiva, si sono suddivisi in nove gruppi di studio per approfondire le seguenti tematiche:

 

  • La testimonianza dei presbiteri e dei consacrati, primo annuncio vocazionale;
  • La preghiera incessante della comunità cristiana;
  • La Parrocchia come comunità vocazionale: annuncio della Parola, liturgia e carità;
  • La mediazione educativa: i genitori, i presbiteri e gli altri educatori alla fede;
  • Il ruolo dei consacrati nella pastorale vocazionale unitaria della Chiesa particolare;
  • La direzione spirituale a servizio dell’accompagnamento e del discernimento vocazionale;
  • La famiglia cristiana: una vocazione per tutte le vocazioni;
  • La pastorale giovanile come itinerario vocazionale;
  • Gli itinerari specifici.

 

Al termine dell’Assemblea S. E. Mons. Italo Castellani, fino al 1997 direttore del Centro Nazionale Vocazioni (CNV), ha sintetizzato i risultati del lavoro dei gruppi di studio.

Infine, il 27 dicembre del 1999, festa di S. Giovanni Evangelista, sono stai pubblicati gli Orientamenti emersi dai lavori della XLVI Assemblea generale della CEI: Le vocazioni al ministero ordinato e alla vita consacrata nella comunità cristiana”.

 

    • Il documento della CEI: “Le vocazioni al ministero ordinato e alla vita consacrata nella comunità cristiana”

Il documento dei Vescovi italiani è suddiviso in tre grandi capitoli: nel primo vengono presentati i punti teologici vitali che devono ispirare e animare la pastorale vocazionale; nel secondo, sono presentati i quattro punti cardini della pastorale vocazionale; e, infine, nel terzo sono offerte le esperienze più significative, convalidate dal tempo e dai frutti, che possono accompagnare e sostenere l’annuncio e la proposta vocazionale.

 

  • I Vescovi richiamano, innanzitutto, l’attenzione sulla cultura odierna che ostacola la risposta vocazionale, perché “enfatizza da una parte il peso dei condizionamenti ambientali e dall’altra il primato delle scelte oggettive” (n.2). Ai giovani d’oggi “soddisfatti” della loro vita e incuranti del futuro, perché preoccupati unicamente di cogliere “l’attimo fuggente” sono necessari educatori capaci “di suscitare e liberare le domande profonde, troppo spesso nascoste nel cuore della persona e dei giovani in particolare” (n.4). Dunque, più che offrire risposte rassicuranti è urgente proporre domande “inquietanti”.

Si fa sempre più strada, infatti, la convinzione che “l’insostenibile leggerezza dell’essere” deve cedere il passo ad una vita percepita come dono ricevuto per tradursi in dono donato. “Il Battesimo e l’Eucaristia, mentre celebrano la vita come dono ricevuto, impegnano a spenderla come dono per gli altri, nella dinamica del ‘pane spezzato’”(n.7). Non si può, ci dicono i Vescovi, fare autentica pastorale vocazionale se non riscoprendo il “primato della vita spirituale” (n.7) sulle attività. Infine, mentre si sottolinea che tutte le vocazioni “hanno un solo obiettivo: annunciare il Regno di Dio nella storia, rendere visibile il mistero di Cristo, il Figlio mandato dal Padre” (n.8), si afferma la “necessità e l’urgenza di ministri ordinati e di fedeli di vita consacrata” (n.9).

 

  • Il secondo capitolo del documento è dedicato alla presentazione di “quei percorsi vocazionali più fecondi e promettenti”, raggruppati attorno a quattro imperativi significativi: Pregate! Testimoniate! Evangelizzate! Chiamate!

Pregate! La preghiera, mentre si rivolge con fiducia a Dio per invocare il dono di nuove vocazioni, “permette di arrendersi alle esigenze di Dio e di dar loro risposta con un preciso progetto di vita” (n.10).

Testimoniate! L’annuncio vocazionale non può fare a meno della forza coinvolgente della testimonianza: “una Chiesa comunità di testimoni è l’habitat necessario per la fecondità vocazionale” (n.13). Un’attenzione particolare viene riservata alla famiglia: “è proprio nel cuore della famiglia che si sviluppano le condizioni umane e soprannaturali che rendono vocazionale la vita cristiana. Nella famiglia autenticamente cristiana i giovani trovano l’ambiente adatto per una sana educazione umana, affettiva e psicologica, e per un’apertura generosa alla vita e al dono di sé” (n.15).

Evangelizzate! I Vescovi sollecitano, con forza, ad abbattere quel muro di silenzio che sembra circondare il tema vocazionale e dichiarano con altrettanta energia che “vanno annunciate le vocazioni, come risposta concreta a Dio, come stato di vita in cui portare a pienezza il proprio battesimo” (n.17). L’annuncio del “Vangelo della vocazione” non può essere saltuario o limitato a occasioni eccezionali, “deve, invece, trovare riscontro negli itinerari di formazione alla vita cristiana mediante l’ascolto della Parola, la partecipazione all’Eucaristia e l’esercizio della carità” (n.19).

Chiamate! Infine, i Vescovi si rivolgono in modo particolare ai presbiteri, ai consacrati, ai catechisti, agli educatori della fede, ai seminaristi, ai novizi e novizie, perché prestino la loro voce al Signore che desidera parlare al cuore di ogni giovane. Senza, peraltro, dimenticare che “nella comunità cristiana tutti sono corresponsabili di una coscienza vocazione della vita. Tutti contribuiscono ad annunciare la diversità delle vocazioni nella Chiesa” (n.22). Si ricorda, inoltre, che non ci si può fermare ad un annuncio vocazionale rivolto a tutti, ma che è necessario mettere in atto tutte quelle forme di accompagnamento comunitario e personale capaci di sostenere i giovani nella risposta vocazionale. “Gli itinerari vocazionali specifici… vengono proposti a ragazzi e giovani che sono pervenuti a una riflessione seria e personale sulla loro scelta di vita” (n.23). Una parola significativa viene spesa per sottolineare l’importanza della direzione spirituale “forma privilegiata di discernimento e accompagnamento vocazionale” (n.24).

 

  • Nella terza ed ultima parte del documento i Vescovi “segnalano alcune esperienze, come esempi concreti, avvalorati dalla pratica pastorale di questi ultimi anni”.

Anche le esperienze sono riunite in grappoli attorno ai quattro verbi che hanno scandito la seconda parte.

 

Sul percorso del pregare (n.26). Sono presentate l’esperienza del “monastero invisibile” realizzata con persone che si impegnano a pregare incessantemente per le vocazioni; quella del “Giovedì vocazionale”, che vede riunirsi la comunità, il più delle volte dinanzi all’Eucaristia, per invocare il dono delle vocazioni; e, infine, la “Celebrazione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni” (GMPV), quando con tutta la Chiesa ogni comunità cristiana è chiamata a riscoprire la responsabilità di essere generatrice e mediatrice di tutte le vocazioni.

 

Sul percorso del testimoniare (n.27). Qui le esperienze citate vanno dagli “incontri di fraternità sacerdotale e di formazione permanente dei presbiteri”, incontri questi presenti in tutte le diocesi e oggetto di grande attenzione da parte dei Vescovi, alla “Celebrazione di ordinazioni, professioni e anniversari”, che vedono le comunità raccogliersi per ringraziare Dio per il dono delle vocazioni e rendersi disponibili a riceverne ancora più numerose, all’Accoglienza nelle comunità monastiche”, luoghi, questi, favorevoli per mettersi in ascolto di Dio che nella preghiera interpella tutti.

 

Sul percorso dell’evangelizzazione (n.28). Sono rilanciate in tutta la Chiesa italiana le esperienze della “Scuola della Parola”, ormai diffuse in tutte le diocesi e che, nella maggioranza dei casi, vedono il coinvolgimento diretto dei Vescovi nel guidarle; la “Settimana vocazionale parrocchiale”, come tempo propizio di annuncio vocazionale nelle comunità cristiane; il “volontariato caritativo, educativo e missionario”, come esperienze che in questi ultimi tempi hanno fatto maturare non poche vocazioni; gli “itinerari per cresimandi e cresimati”, per fare della Cresima non il sacramento del congedo dalla comunità, bensì l’inizio di un impegno cristiano sempre più coinvolgente; il “gruppo dei ministranti”, che da sempre è stato il luogo in cui sono fiorite molte vocazioni al ministero ordinato; e, infine, “l’animatore vocazionale parrocchiale”, chiamato ad “una attenzione costante a tutte le iniziative pastorali parrocchiali per farvi emergere la dimensione vocazionale” (n.28).

 

Sul percorso del chiamare (n.29). Si sono sviluppate, in questi ultimi anni, esperienze significative quali i “gruppi vocazionali per giovani e ragazze”, il “campo scuola vocazionale”, e le “comunità d’accoglienza vocazionale”.

 

Come si può notare dal solo elenco delle esperienze proposte vi è una ricchezza e una vivacità tale nella Chiesa italiana che ci sollecita ad un impegno sempre crescente, confidando, come affermano i Vescovi a conclusione del documento, sul fatto che “lo Spirito Santo è all’opera e ci incoraggia a seminare con fiducia”.

 

    • La “crisi” delle vocazioni interroga il nostro agire pastorale.

Oggi, se si vuole essere realmente efficaci nell’agire pastorale non ci si può limitare ad inseguire le emergenze o a tamponare le falle più pericolose, ma si richiede che la pastorale, in special modo quella vocazionale, sia animata e sostenuta da un’attenta riflessione teologica, pastorale e pedagogica.

            Questi documenti del Magistero sulla pastorale vocazionale costituiscono per tutta la Chiesa, e per le singole comunità cristiane, una grande ricchezza ed un insostituibile aiuto per non navigare “a vista” e per non scivolare nella improvvisazione pastorale. Queste indicazioni del Magistero non possono non costituire per tutti un punto di riferimento imprescindibile.

 

Ma la riflessione sul problema vocazionale non può riguardare solo i Vescovi o essere a loro demandato. E’ un problema che interpella anche la vita delle nostre comunità cristiane e le sollecita a fare un serio e sincero esame per verificarne la vita di fede.

 

Di fronte ad un iperattivismo sempre più soffocante, presente nelle nostre comunità, la crisi delle vocazioni ci rimanda alla riscoperta del primato di Dio sulle nostre “povere cose”. “Perché, si chiedeva qualche anno fa Enzo Bianchi, questa enfatizzazione sul fare il bene, sul servire i fratelli attraverso attività parrocchiali, il volontariato, l’impegno per il terzo mondo, la carità organizzata? Tutte cose buone, doverose ed essenziali, ma se l’emergenza della chiamata nella Chiesa è solo ridotta a queste cose e non si esprime con il dono di tutta la vita, con una sequela del Signore e del Signore soltanto, fino alla fine, allora di fatto si oscura la possibilità della vocazione a seguire Gesù totalmente e radicalmente”.

 

Dinanzi ad una pastorale giovanile preoccupata, il più delle volte, soprattutto di aggregare e di tenere “buoni” i nostri giovani, la crisi delle vocazioni chiede alle nostre comunità cristiane di riscoprire la gioia e la forza di presentare il Cristo “pro-vocante”, che chiede non alcuni segmenti della vita e solo per alcune stagioni dell’esistenza, ma tutta la vita e per sempre. Non si può non condividere quanto afferma, a questo proposito, il teologo Brambilla: “il calo delle vocazioni pone la questione della capacità educativa della Chiesa a una dedizione stabile; esso è un sintomo di un indebolimento più vasto del cristianesimo di proporsi come forma persuasiva di vita”. “La crisi vocazionale è certamente anche crisi di proposta pedagogica e di cammino educativo” (NVNE, 30). In altre termini, potremmo affermare che “se la pastorale non arriva a ‘trafiggere il cuore’ e a porre l’ascoltatore dinanzi alla domanda strategica (“che cosa devo fare?”), non è pastorale cristiana, ma ipotesi innocua di lavoro” (NVNE, 26/g).

 

Questa “crisi” sollecita, inoltre, le comunità, perché offrano ai giovani non solo proposte evangelicamente significative, ma anche testimoni convinti e contenti e, perciò, convincenti e credibili.

 

Sarebbe, estremamente riduttivo consumare tante energie per far entrare un ragazzo in Seminario o una ragazza in un Istituto di vita consacrata, e poi non far nulla per rinnovare la vita delle comunità cristiane e per renderle terreno fecondo in cui il seme delle vocazioni possa attecchire, germogliare e portare frutto.“Quando un giovane percepisce e accoglie la chiamata… lì normalmente c’è una comunità che ha creato le premesse per questa disponibilità obbedienziale” (NVNE,19)

Come, infatti, ci ricorda il succitato documento, “il clima di fede, di preghiera, di comunione nell’amore, di coraggio dell’annuncio, di intensità della vita sacramentale fa della comunità credente un terreno adatto non solo allo sbocciare di vocazioni particolari, ma anche alla creazione d’una cultura vocazionale e d’una disponibilità nei singoli a recepire la loro personale chiamata… La fedeltà vocazionale d’una comunità credente è la prima e fondamentale condizione per il fiorire della vocazione nei singoli credenti, specie nei giovani” (NVNE, 19/b).

Se è così, da dove iniziare? Che cosa fare?

 

    • Una grande fiducia nell’azione dello Spirito Santo.

 L’atteggiamento più conveniente con cui impegnarsi nella pastorale vocazionale è quello suggerito dal S. Padre Giovanni Paolo II: “Di fronte alla crisi delle vocazioni sacerdotali la prima risposta che la Chiesa dà sta in un atto di fiducia totale nello Spirito Santo. Siamo profondamente convinti che questo fiducioso abbandono non deluderà, se peraltro restiamo fedeli alla grazia ricevuta” (Pdv, 1).

Come tradurre questa fiducia nell’azione dello Spirito nella pastorale delle comunità cristiane? Innanzitutto con la preghiera!

 

 

 

2. LA PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

 

2.1. Perché pregare per le vocazioni?

            Non certamente per “scaricare” tutta la responsabilità su Dio, quanto piuttosto per animare e sostenere l’impegno per le vocazioni con la consapevolezza che esse non sono il risultato, scientificamente certo, delle nostre strategie, delle nostre iniziative, delle nostre previsioni; sono, invece, innanzitutto dono di Dio!

Obbedendo al comando di Cristo: ‘pregate il padrone della messe, perché mandi operai nella sua messe’, la Chiesa compie prima di ogni altra cosa, un umile professione di fede: pregando per le vocazioni, mentre ne avverte tutta l’urgenza per la sua vita e per la sua missione, riconosce che esse sono un dono di Dio e, come tali, sono da invocare con una supplica incessante e fiduciosa” (Pdv, 38).

            L’autentica preghiera per le vocazioni, dunque, non si limita a chiedere a Dio il dono delle vocazioni, ma genera negli oranti quella generosa disponibilità agli appelli del Signore, condizione indispensabile per il fiorire di una vocazione.

 

2.2. La celebrazione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni (GMPV).

La profonda convinzione che la preghiera è il “cardine della pastorale vocazionale” spinse Paolo VI, ad appena sette mesi dalla sua elezione, ad istituire, il 23 gennaio del 1964, la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni.

 

Nel suo Radiomessaggio per la prima GMPV, che si celebrò il 12 aprile del 1964, così Paolo VI manifestava la finalità che intendeva raggiungere con questa Celebrazione annuale: “Si alzi al Cielo la nostra preghiera: dalle famiglie, dalle parrocchie, dalle comunità religiose, dalle corsie degli ospedali, dallo stuolo dei bimbi innocenti affinché crescano le vocazioni e siano conformi ai desideri del Cuore di Cristo”.

Come si è notato, il Papa, istituendo la GMPV, desiderava coinvolgere nella preghiera per le vocazioni tutti i battezzati perché, come affermava nello stesso Radiomessaggio: “il problema del numero sufficiente dei sacerdoti tocca da vicino tutti i fedeli: non solo perché ne dipende l’avvenire religioso della società cristiana, ma anche perché questo problema è il preciso e inesorabile indice della vitalità di fede e di amore delle singole comunità parrocchiali e diocesane, e testimonianza della sanità morale delle famiglie cristiane”.

La preghiera per le vocazioni, negli intenti di Paolo VI, non poteva, dunque, non accompagnarsi con un rinnovato impegno per una vita pienamente cristiana.

Ove numerose, affermava il Papa nel suo Radiomessaggio, sbocciano le vocazioni allo stato ecclesiastico e religioso, là si vive generosamente secondo il vangelo: là vi è segno che vi sono genitori fervorosi e buoni, che non solo non temono, ma si sentono ben lieti ed onorati di dare i propri figli alla Chiesa; là vi sono sacerdoti zelanti e fedeli, per i quali la continuità del proprio sacerdozio è il primo e più importante programma di cura pastorale; là soprattutto vi sono adolescenti generosi e aperti, puri e coraggiosi che nutriti di vita eucaristica e sensibili alla voce di Cristo, sanno alimentare nel loro cuore il desiderio di servire un giorno la Chiesa, e di donarsi alle anime per tutta la vita, per riprodurre in sé i lineamenti del Buon Pastore e seguirne fedelmente le orme”.

 

La  28° Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni: 6 Maggio 2001

            Sollecitati dal Messaggio del Papa e dalla lettura dei "segni del nostro tempo", il Centro Nazionale Vocazioni ha scelto per la GMPV questo slogan:

VOCAZIONI: luce della vita!”.

Naturalmente lo slogan non dice tutto! Per questo lo slogan non viaggia mai da solo! E’ accompagnato da diversi sussidi proposti dal CNV che possono non solo aiutare a comprenderlo meglio, ma anche a veicolarlo nel modo migliore sia negli incontri di catechesi o di annuncio per le diverse fasce di età sia nei momenti di preghiera.

a) Quale “provocazione” il CNV vuole lanciare con questo slogan?

Favorire una inversione di tendenza: passare da una vita che rischia di essere sempre più banale e insignificante e, per questo, senza alcun valore per sé e per gli altri ad una vita accolta come dono gratuito. Attenzione! Si tratta non di un dono vinto ad una delle tante fortunate lotterie, che lascia nell’anonimato sia il vincitore che il gestore, ma di un dono che ci rivela il volto di Qualcuno da cui da sempre e per sempre siamo amati. Solo la consapevolezza che “ogni vita e tutta la vita è  vocazione” può portare, soprattutto i giovani, ad accogliere la vita con gratitudine e responsabilità.

 

            E’ quanto afferma il Papa nel suo Messaggio: “Considerare la vita come vocazione favorisce la libertà interiore, stimolando nel soggetto la voglia di futuro, insieme con il rifiuto d’una concezione dell’esistenza passiva, noiosa e banale. La vita assume così il valore di un dono ricevuto, che tende per natura sua a divenire bene donato” (n. 2).

 

            In questa affascinante avventura i nostri adolescenti e giovani non possono essere lasciati soli! Tutta la comunità deve sentirsi coinvolta nell’accompagnarli attraverso i sentieri che, dalla gratitudine e dall’accoglienza del Mistero e dell’incompiutezza dell’uomo, li conducano all’apertura al trascendente, alla disponibilità a lasciarsi chiamare da un Altro e a farsi interpellare dalla vita, per vivere nella fiducia in sé e nel prossimo, donando e ricevendo affetto, comprensione e perdono.

            b) Cosa unisce così saldamente il tema della luce con quello della vita?

            Solo l'incontro con Cristo e la sua sequela sono capaci di avvolgere la vita di una luce inedita, affascinante e coinvolgente!

Per questo chi vuole comprendere appieno il significato dello slogan dovrà necessariamente leggere e meditare il versetto di S. Giovanni: "Io sono la luce del mondo; chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita" (8, 12).

            Ma il legame tra la luce e la vita attraversa tutta quanta la Scrittura. Potremmo addirittura dire che tutta la Bibbia è come incorniciata da questo affascinate e meraviglioso tema: Dio non si è accontentato di chiamare l’uomo alla vita, ma gli ha fatto un altro straordinario dono, quello della comunione con Lui. Solo rispondendo a questa chiamata l’uomo potrà vedere risplendere la sua vita.

            Se realmente desideriamo aiutare i nostri giovani a non essere gli “abitanti della notte”, ma a vivere come “figli della luce”, dobbiamo favorire in tutti i modi il loro incontro con Cristo. Ci incoraggia a camminare su questa strada l’esperienza di Charles de Foucauld, il quale, dopo una giovinezza vissuta nel disordine, ha avuto la grazia di incontrare un sacerdote che in un confessionale di Parigi lo ha riavvicinato a Dio; dopo quella confessione esclamò: “dal momento in cui ho capito che c’era un Dio che mi amava ho anche capito che non potevo più vivere senza di Lui”. E’ morto in terra d’Africa, testimoniando nel martirio quell’Amore che lo aveva conquistato per sempre.

3. "Ora siete luce nel Signore" (Ef 5, 8).

L'incontro con Cristo, ci dice l'esperienza dei Santi, provoca una trasformazione della vita e conduce il credente a conformarsi in tutto a Lui. E' quanto ci ha ricordato il Papa nell'Enciclica Veritatis splendor : "Urge ricuperare e riproporre il vero volto della fede cristiana, che non è semplicemente un insieme di proposizioni da accogliere e ratificare con la mente. E' invece una conoscenza vissuta di Cristo, una memoria vivente dei suoi comandamenti, una verità da vivere… La fede è una decisione che impegna tutta l'esistenza. E' incontro, dialogo, comunione di amore e di vita del credente con Gesù Cristo, Via, Verità e Vita. Comporta un atto di confidenza e di abbandono a Cristo, e ci dona di vivere come Lui ha vissuto (cf Gal 2, 20), ossia nel più grande amore a Dio e ai fratelli" (n. 88).

In quest'ottica la GMPV costituisce un’ottima occasione di annuncio e di proposta vocazionale non solo per i giovani, ma per tutta la comunità cristiana e, dentro di essa, per ciascun battezzato.

Ognuno, infatti, è chiamato a verificare la fedeltà alla propria vocazione. Una fedeltà dinamica e, proprio perché tale, destinata a “fare scintille”!

            A chi non è capitato di incontrare sulla sua strada, come ci ricorda il Papa nel suo Messaggio, queste piccole “luci feriali”, capaci di illuminare e riscaldare la sua vita?

Sacerdoti che “con la predicazione della Parola e la celebrazione dell’Eucaristia e degli altri sacramenti, accompagnano i fratelli sui sentieri della vita!”.

            Consacrati che con la loro vita testimoniano “che in Cristo è l’unica nostra speranza; solo da Lui è possibile trarre l’energia per vivere le sue stesse scelte di vita; solo con Lui si può andare incontro ai profondi desideri di salvezza dell’umanità”.

            Genitori che si impegnano a non lasciare i propri figli “soli di fronte alle grandi scelte dell’adolescenza e della gioventù”.

            Catechisti ed insegnanti cristiani che si sentono “chiamati in modo particolare a promuovere il senso della vocazione nei giovani”.

La 27° GMPV  (Domenica 14 Maggio  2000)

Come non ringraziare il Signore per tutte queste luci che rendono meno buio e triste il nostro mondo? Il nostro grazie non sarebbe sincero se non si trasformasse in impegno di vita.

             Nella IV domenica di Pasqua, si innalza a Dio da tutta la Chiesa la preghiera perché non manchino mai operai nella messe del Signore. E ogni anno, in questa occasione, il Papa dona a tutta la Chiesa un Messaggio per guidare la preghiera e illuminare la riflessione sul problema delle vocazioni.

            Il tema scelto da Giovanni Paolo II per la GMPV di questo anno santo del 2000 è: “L’Eucaristia, sorgente di ogni vocazione e ministero nella Chiesa

            Il riferimento all’Eucaristia era d’obbligo, perché lo stesso Pontefice, accompagnando la Chiesa a celebrare il Giubileo, aveva espresso il desiderio nella “Tertio millennio adveniente” che il 2000 fosse un “anno intensamente eucaristico”. Nel suo messaggio, il Papa sembra volersi affiancare ai giovani e alle ragazze del nostro tempo e dire a ciascuno di loro: “conosco i vostri dubbi e le vostre fatiche, vi vedo a volte smarriti, comprendo il timore che vi assale dinanzi al futuro” (n.3).

Ma il Pontefice non si limita a manifestare ai giovani la sua comprensione e simpatia; ha qualcosa di ancora più grande e di più bello da offrire: desidera accompagnare ogni giovane ad incontrarsi con Cristo. Perché chi cerca di dare un senso alla propria vita e di viverla in pienezza trovi in Gesù Colui che “svela l’uomo all’uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione, nascosta nel cuore dell’Eterno” (n.1).

            Sì, in una società come la nostra in cui l’uomo è ingabbiato e inchiodato sul presente e ha tagliato tutti i fili che lo collegano a Dio, generando una cultura senza vocazione, “urgono uomini e donne che credono nella vita e l’accolgono come chiamata che viene dall’Alto, da quel Dio che, poiché ama, chiama” (n.3).

            Il Papa invita, pertanto, i giovani a lasciarsi raggiungere dallo sguardo ricco di amore di Cristo e a lasciarsi da Lui interpellare. “Dall’Eucaristia Gesù continua a chiamare alla sua sequela

            Nell’Eucaristia, infatti, il Verbo incarnatosi 2000 anni fa nel grembo della Vergine Maria, continua ad essere presente e a parlare. Il Sacramento dell’altare svela ad ogni uomo il mistero dell’identità del Signore. In “quel Corpo donato e in quel Sangue versato” noi possiamo toccare con mano l’infinito amore con cui il Padre ci ama: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3, 16).

L’Eucaristia, prosegue il Papa, mentre svela il mistero dell’identità del Signore, indica anche il senso della vocazione di ogni credente… il quale si realizza nella misura in cui sa farsi, a sua volta, dono per gli altri” (n.2).

Già il documento conciliare “Gaudium et spes” aveva ricordato che “l’uomo è la sola creatura che Dio abbia voluto per se stessa e non si realizza se non nel dono sincero di sé” (n.24).

L’Eucaristia è, dunque, lì a ricordarci sempre questa profonda e sconvolgente verità che è a fondamento di ogni vita vissuta vocazionalmente: ci si realizza se non ci si lascia dominare dall’egoismo, ma se si è capaci di amare Dio e i fratelli con amore gratuito, gioioso, fedele e totale.

            Ma si può amare in questo modo? Come è possibile?

Il Papa sembra cogliere questi interrogativi, che si annidano nel cuore di ogni uomo, quando afferma: “il credente che si nutre di quel Corpo donato e di quel Sangue versato riceve la forza di trasformarsi a sua volta in dono” (n.2). L’Eucaristia è veramente il Pane che sostiene ogni battezzato nel cammino di fedeltà alla sua vocazione all’amore.

L’Eucaristia, inoltre, mantiene sempre viva in ciascuno di noi la consapevolezza di essere chiamato, ognuno con un dono specifico, a costruire la Chiesa. “E’ nella presenza eucaristica che Gesù ci raggiunge, ci immette nel dinamismo della comunione ecclesiale e ci rende segni profetici davanti al mondo” (n.4). E’ la medesima convinzione che ha portato S. Agostino ad esclamare: “Quando tu dici Amen! Al Corpo di Cristo, tu dici Amen a ciò che sei. Tu sei, infatti, il corpo di Cristo, la Chiesa”. E il Pontefice prosegue su questa linea: “ciascun credente trova nell’Eucaristia non solo la chiave interpretativa della propria esistenza, ma il coraggio per realizzarla, sì da costruire, nella diversità dei carismi e delle vocazioni, l’unico Corpo di Cristo nella storia” (n.2).

            L’Eucaristia, allora, ci ricorda non solo che tutti siamo chiamati, con doni specifici, ad edificare la Chiesa, ma anche che l’appello di Dio, il più delle volte raggiunge l’uomo attraverso la mediazione della Chiesa. Da ciò derivano due atteggiamenti.

Il primo riguarda i giovani che sono alla ricerca della propria vocazione: essere attenti a saper riconoscere tra le tante parole che affollano le loro giornate la Parola di Dio che li interpella. Spesso, infatti, il Signore si serve di un “angelo” per farci conoscere il suo progetto.

Il secondo impegno coinvolge direttamente i genitori, i sacerdoti, i consacrati, gli educatori e tutti coloro che hanno a cuore la felicità dei giovani: prestare la propria voce, perché la Parola di Dio penetri nel cuore di tutti i giovani. “Ogni vocazione è dono del Padre e, come tutti i doni che vengono da Dio, giunge attraverso molte mediazioni umane: quella dei genitori o degli educatori, dei pastori della Chiesa, di chi è direttamente impegnato in un ministero di animazione vocazionale o del semplice credente” (n.4).

            Di qui il desiderio e l’invito del Papa, perché “ogni credente diventi educatore di vocazioni, senza temere di proporre scelte radicali” (n.4).

Il Papa è, inoltre, così convinto della forza della testimonianza dei consacrati da affermare, rivolgendosi a loro: “come non ricordarvi che nulla è più esaltante d’una testimonianza appassionata della propria vocazione?” (n.4). E, poiché sa bene, come affermava Paolo VI, che “il mondo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri”, si rivolge ai consacrati “perché ogni presbitero, ogni consacrato e consacrata riscoprano la bellezza della propria vocazione e la testimonino agli altri” (n.4).

            Si ha l’impressione che il Pontefice, richiamando con forza l’efficacia della testimonianza di vita gioiosa e fedele dei consacrati, voglia dirci che un’autentica pastorale vocazionale si realizza innanzitutto per “contagio”. Più delle iniziative, più delle tecniche, più dei mezzi è la testimonianza dei consacrati che rende credibile nell'animo dei giovani l’annuncio vocazionale. Con tutto me stesso!”

E’ questo lo slogan, scelto dal CNV, che, unito al Messaggio del Papa, vuole illuminare la riflessione della Chiesa italiana in questa XXXVII GMPV. Si desidera con questa semplice frase far circolare all’interno delle nostre comunità cristiane l’annuncio e la proposta di un importante valore vocazionale, che non può essere assente nei chiamati: la totalità!

Una sottolineatura, questa, tanto più necessaria, oggi, constatando quanto sia frequente il rischio di dare alla chiamata di Dio delle “risposte parziali”, capaci di toccare o solo l’intelligenza o solo l’affettività o solo la volontà. Mentre a Cristo che “ha dato tutto se stesso per noi” il chiamato dovrebbe sentire la gioia di rispondere “con  tutto se stesso!”. Del resto è la stessa Scrittura che ci ricorda che dobbiamo “amare Dio con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutte le forze” (Dt 6,6).

            Il tema proposto quest’anno dal CNV conclude un cammino di riflessione e di preghiera che si è sviluppato lungo tutto l’arco degli anni ’90, avendo come punto di riferimento gli “Orientamenti pastorali” del Vescovi italiani per il decennio che si sta concludendo, presentati nel documento “Evangelizzazione e testimonianza della carità”.

Dopo aver dato anche solo uno sguardo rapido agli slogans che hanno accompagnato la GMPV in questi ultimi dieci anni, ci si accorge subito che essi sono suddivisi in due gruppi: il primo costituito dagli slogans degli anni 1991-1995; il secondo formato dagli slogans degli anni 1996-2006

 

  • Ti ha amato per primo” (1991), “Io sarò con te… il mio amore è fedele” (1992), “Ti ha dato tutto” (1993), “Ti ha dato se stesso gratuitamente” (1994), “Ti ho chiamato per nome” (1995);

 

  • Ho creduto all’Amore… Eccomi!” (1996), “Lascio tutto… Eccomi!” (1997), “Tu sei la mia gioia… Eccomi!” (1998), “Nella fedeltà è il mio amore… Eccomi!” (1999), “Con tutto me stesso!” (2000), “Vocazioni: luce della vita! (2001) “Santi per vocazione: dai volto all’Amore!” (2002), “ Servi per vocazione…il dono di una vita! (2003), “In parrocchia! La tua vocazione nella sua… (2004); “Nel Giorno del Signore…i tuoi giorni” (2005); Anche tu in Cristo dai vita alla speranza! (2006)

 

Perché la scelta di questi temi e con questa suddivisione?

Riflettendo sul documento “Evangelizzazione e testimonianza della carità”, il CNV avvertì immediatamente che la Chiesa italiana poteva correre il rischio di fare consistere il suo impegno negli anni '90 esclusivamente in un intensificato e più organico servizio della carità, moltiplicando le iniziative in questo senso e dando maggiore impulso alle “Caritas” parrocchiali. Cose queste tutte sacrosante e ottime, se però non vien messo in secondo piano o, addirittura sottaciuto, che il primato nell’agire della Chiesa va dato innanzitutto all’amore di Dio. Ed ecco che il CNV ha voluto ribadire con forza che non vi sarà un autentico servizio cristiano di carità se non si scopre di essere innanzitutto amati da Dio e se non si volge continuamente lo sguardo in Alto e non ci si nutre dell’Amore che Dio dona attraverso la sua Parola e i Sacramenti.

Per questo, nei temi proposti per la GMPV degli anni ’90, il CNV nei primi cinque anni ha invitato tutti i battezzati a fissare lo sguardo su Dio. Infatti, se il chiamato può credere all’amore e donare la propria vita, è solo perché Lui lo ha amato per primo; se diventa capace di lasciare tutto, è solo perché è consapevole che il Signore sarà la sua ricchezza e sarà sempre con lui; se può rispondere con gioia alla vocazione, è solo perché il Signore gli ha dato tutto; se promette che il suo “” saprà sfidare l’usura del tempo e conservarsi fedele, è solo perché il Signore gli ha dato se stesso gratuitamente; se sente la gioia di donarsi a Lui totalmente, senza riserve, è perché il Signore lo ama personalmente e lo chiama per nome.

            Si è voluto così porre in risalto, nell’annuncio vocazionale, l’iniziativa gratuita, preveniente e fedele di Dio: “non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” (Gv 15, 15).

Non è questa una verità di poco conto, tutt’altro! Essa, al contrario, è l’unica capace di vincere le paure che si annidano nel cuore di ogni giovane e le resistenze che gli impediscono di rispondere con generosità alla chiamata; ed è anche l’unica verità capace di porre un freno ad ogni tipo di “autocandidatura” nel cammino vocazionale.

 

2.3. Non solo slogans!

L’impegno del CNV non si esaurisce nel proporre uno slogan capace di risvegliare nel cuore delle comunità cristiane l’attenzione ad alcuni valori vocazionali. Si concretizza anche nel fornire tutta una serie di sussidi con cui veicolare tra le diverse fasce di età e le diverse categorie del popolo di Dio i suddetti valori.

 

Ed ecco che, anche per ogni GMPV, vengono  preparati e diffusi molteplici sussidi:  una scheda per l’approfondimento del tema della Giornata affiancato al numero monografico della rivista “VOCAZIONI”, che approfondisce teologicamente e pedagogicamente suddetto tema; un sussidio per la Lectio divina e uno per gli Esercizi spirituali destinati ai giovani, perché nella preghiera si lascino trovare e interpellare dal Signore; un sussidio per animare le Settimane vocazionali parrocchiali”; un sussidio per la riflessione e la preghiera dei Cresimandie le loro famiglie; un sussidio per i “Comunicandi” e le loro famiglie; un sussidio per coinvolgere la vita di tutta la comunità parrocchiale”; un depliant molto agile da consegnare ai Ministranti”, un altro per i Fidanzati e le famiglie”, un altro per i Consacrati”, uno per i Giovani e, infine, con il Messaggio del Papa”, un Adesivo e una “Immaginetta che riproducono, in piccolo, il Manifesto”, destinato a suscitare dovunque, con la curiosità, la riflessione e la preghiera per le vocazioni.

 

E il CNV in tutto questo non è solo, ma riesce sempre a trovare tante persone capaci di offrire generosamente la loro competenza e le loro doti personali per servire i fratelli, soprattutto i più giovani.Tutto questo lavoro e questa ricchezza di sussidi serve certamente non per animare una sola “Giornata”, quanto piuttosto per “generare una cultura vocazionale” di cui oggi si avverte tanto l’urgenza. Ormai è una convinzione diffusa e condivisa sempre più: la celebrazione della Giornata, non può essere una parentesi nella vita ordinaria delle nostre comunità, ma è e deve essere sempre più un punto di arrivo e un punto di partenza per una pastorale vocazionale unitaria capace di attraversare la vita delle nostre comunità cristiane durante tutto l’anno.

Per questo, da diversi anni, a tutti questi sussidi si sono affiancati dei libretti per “Campi scuola vocazionali”, che sviluppano il tema della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni celebrata nella quarta domenica dell’anno; questi libretti sono pubblicati dalle Suore Apostoline in collaborazione con il CNV.

In questo modo anche il tempo estivo, con i campi scuola che si organizzano, diventa un tempo propizio per annunciare a tutti il “Vangelo della Vocazione”.

 

2.4. Non solo la preghiera!

            Il CNV non esaurisce certamente tutto il suo lavoro nella sola animazione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Anche se il lavoro del CNV è notato da tutte le comunità cristiane soprattutto in questa circostanza, grazie all’abbondante materiale prodotto per la GMPV, vi sono, poi, tanti altri momenti e tanti modi diversi che il CNV utilizza per essere a servizio della pastorale vocazionale della Chiesa italiana, delle singole diocesi e degli animatori vocazionali.

 

Questo perché la preghiera, mentre invoca con fiducia il dono delle vocazioni, non esonera la Chiesa dal compiere la sua parte. Afferma, molto bene, un proverbio russo: “Dio ti dà le noci, ma non te le schiaccia”; in che cosa consiste questo impegno che deve affiancare la preghiera?

Innanzitutto nell’aiutare ogni comunità cristiana e, al suo interno, ogni battezzato a riscoprire e vivere con responsabilità il compito di essere “mediatrice di ogni vocazione” oltre che terreno fecondo che accoglie, e porta a maturazione i semi di vocazione che “il Signore a piene mani semina nel campo della Chiesa” (dalla liturgia).

Su cosa si fonda questo suo impegno?

Sulla convinzione che se è vero che “ogni vocazione cristiana trova il suo fondamento nell’elezione gratuita e preveniente da parte del Padre” (Pdv, 35), è anche vero che ogni chiamata “non viene mai elargita fuori o indipendentemente dalla Chiesa, ma passa sempre nella Chiesa e mediante la Chiesa”(Pdv, 35). Per questo il CNV è continuamente impegnato perché ogni comunità riscopra la sua funzione di mediazione nell’annuncio e accompagnamento delle vocazioni. Tutta la storia della salvezza, infatti, è lì a dimostrare che, se è vero che è Dio, nel suo amore preveniente, gratuito e libero, che chiama, è anche vero che, ordinariamente, lo fa attraverso altri uomini. E’ per mezzo di Mosè che chiama i 72 anziani; per mezzo di Elia chiama Eliseo; e il piccolo Samuele è aiutato da Eli a riconoscere nella voce ascoltata Dio che lo chiama... Proprio la consapevolezza che la “Chiesa è generatrice e mediatrice di vocazioni” (PdV, 35) e la riscoperta dell’essenziale dimensione ecclesiale della vocazione cristiana” (PdV, 35), ha spinto nel 1979 Giovanni Paolo II ad affermare: “Dio è sempre libero di chiamare chi vuole e quando vuole, secondo la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Ma ordinariamente gli chiama per mezzo delle nostre persone e della nostra parola. Dunque non abbiate paura di chiamare! Scendete in mezzo ai vostri giovani. Andate personalmente incontro ad essi e chiamate. I cuori di molti giovani, e meno giovani, sono predisposti ad ascoltarvi. Molti di essi cercano uno scopo per cui vivere; sono in attesa di scoprire una missione che vale, per consacrare ad essa la vita. Cristo li ha sintonizzati sul suo  e sul vostro appello. Noi dobbiamo chiamare. Il resto lo farà il Signore, che offre a ciascuno il suo dono particolare, secondo la grazia che gli è stata data” (Messaggio per la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, 1979).

 

Ma quest’opera di mediazione della comunità cristiana non sarebbe realmente efficace, se non fosse preceduta da un altro impegno, continuamente sollecitato dal Papa; quello, cioè, di generare “una cultura vocazionale”, con una attenzione particolare, ma non esclusiva, al mondo giovanile.  Come hanno affermato recentemente i Vescovi italiani, Occorre iniziare i giovani alla vita come risposta ad una vocazione, aiutandoli a vedere che il loro cammino di sequela di Cristo va realizzato concretamente in uno stato di vita, senza il timore di fare proposte esigenti e mostrando che per tutti c’è una chiamata e un progetto di santità. E’ sempre la prospettiva vocazionale che permette di ricomprendere e valorizzare l’esperienza del volontariato, scoprendone le radici nel mistero stesso dell’amore di Dio”  (CEI, Educare i Giovani alla Fede, 2)

            Il CNV, nel suo servizio alla Chiesa italiana, si propone, pertanto, di raggiungere questo duplice obiettivo: contribuire a generare e diffondere sempre più una “cultura vocazionale” e sostenere le comunità cristiane nel loro impegno di annunciare con fiducia e coraggio il “Vangelo della vocazione” e di accompagnare i giovani, perché scoprano, accolgano e aderiscano, senza riserve, al progetto di Dio sulla loro vita.

Ma che cos’è il CNV e cosa fa?

 

 

3. IL CENTRO NAZIONALE VOCAZIONI (CNV)

 

3.1. L’identità del CNV.

 

Il CNV inizia a porre i primi  passi subito dopo il Concilio Vaticano II, sul finire degli anni ’60, quando alcuni Religiosi italiani avvertendo l’inizio della “crisi” vocazionale costituiscono un “gruppo di studio” sulla tematica vocazionale. A questi incontri di studio e riflessione sui temi vocazionali, si unirono ben presto anche alcuni sacerdoti diocesani e alcuni membri degli istituti secolari, impegnati nell’animazione vocazionale.

La data ufficiale della nascita del CNV può essere individuata nel 1969 quando la Conferenza Episcopale Italiana designa ufficialmente un Direttore, il quale organizza il I° Congresso Nazionale Vocazioni unitario nei giorni 9-12 febbraio del 1970.

Il 6 febbraio 1975 la Presidenza della CEI approva “ad experimentum” e “ad triennium” uno Statuto che regolamenta il servizio del CNV, quale “organismo collegato” della CEI. Al n. 1 dello Statuto si legge: “In Italia il CNV è costituito d’intesa tra la CEI e la CISM, l’USMI, la CIIS, la CIMI e ha sede in Roma”; per quanto attiene alle sue finalità, vengono così precisate: “Ispirandosi a quanto detto nel prologo del presente Statuto e con la conseguente universale sensibilità ecclesiale, il CNV è specifico strumento di servizio per l’animazione pastorale delle vocazioni di speciale consacrazione al sacerdozio, al diaconato, alla vita religiosa, agli istituti secolari e alla vita missionaria”. Mentre i suoi compiti sono così delineati: “Il CNV ha compiti di studio, coordinamento e promozione”. Il 7 aprile del 1997 avviene un ulteriore passaggio significativo e decisivo riguardo all’identità istituzionale del CNV, nel quadro degli “Organismi della CEI”, il passaggio del CNV da “Organismo collegato” a “Organismo della CEI”.

 

3.2. Il servizio del CNV alla Chiesa italiana.

            In tutti questi anni, in linea con le indicazioni dello Statuto e del “Piano Pastorale delle Vocazioni della Chiesa italiana” del 1985, il CNV ha promosso continuamente iniziative “di studio, di coordinamento e di animazione vocazionale”, per raggiungere quel duplice obiettivo, cui abbiamo accennato sopra: generare una cultura vocazionale e aiutare le comunità cristiane ad annunciare e accompagnare le vocazioni di speciale consacrazione.

 

3.3. Il servizio di studio

 

A) I Convegni Nazionali annuali

            Ogni anno nei giorni 3-5 gennaio tutti gli animatori vocazionali e coloro che hanno a cuore la crescita nella fede e la felicità dei giovani si ritrovano a Roma per un “Convegno di studio”, organizzato dal CNV. E’ questo, ormai, un appuntamento consolidato nel tempo, oltre che essere sempre molto partecipato.

Questi “Convegni di studio” hanno proposto annualmente all'attenzione di tutta la comunità ecclesiale - e anche dell'opinione pubblica - messaggi, approfondimenti e orientamenti circa quei valori vocazionali che è necessario siano annunciati con coraggio e che, soprattutto, siano presenti nei cammini ordinari di educazione dei giovani alla fede.

            “Attraverso l'esame dei contenuti, ma ancor più dei criteri con cui sono stati scelti i temi, appare chiaro un itinerario, che rivela quali siano state le letture della situazione pastorale e le risposte che il CNV ha tentato di dare in questi anni” (Mons. I. Castellani).

 

  • Le tematiche dei Convegni di studio negli anni ’80

Nella prima parte degli anni ’80 l’attenzione del CNV, nell’individuare le tematiche dei Convegni, è stata rivolta prevalentemente sui giovani e sull’inserimento della pastorale vocazionale nella pastorale ordinaria della Chiesa locale, con i due Convegni: Nuove generazioni e vie di pastorale (1980); Nella Chiesa particolare a servizio delle vocazioni (1981).

Negli altri tre Convegni ci si è soffermati a riflettere sull'annuncio, la proposta e l'accompagnamento vocazionale: Parrocchia e vocazioni (1982); Giovani oggi: quale proposta vocazionale?(1984); Giovani oggi: dalla percezione alla scelta vocazionale (1985).

Nella seconda metà degli anni ’80 la scelta dei temi viene effettuata tenendo presente due punti di riferimenti: il Piano Pastorale per le Vocazioni in Italia, pubblicato nel 1985, e la lettura dei "segni dei tempi": Carità servizio e vocazioni (1986); Gruppi, movimenti, associazioni: quale pastorale vocazionale? (1987); Donna oggi: quale proposta vocazionale? (1988); Nuovi adolescenti e vocazioni (1989);

 

  • Le tematiche dei Convegni di studio negli anni ‘90

Nella prima parte degli anni ’90 il CNV ha richiamato l’attenzione sull’importanza della famiglia nella crescita delle vocazioni, sui cammini ordinari di catechesi e sulla necessità di avere nelle nostre comunità degli “adulti nella fede”, come punti di riferimento per i giovani che sono “in ricerca”: Famiglia oggi: quale spazio per la maturazione vocazionale? (1990); Annuncio e proposta vocazionale nelle nuove prospettive di catechesi della Chiesa italiana (1991); La responsabilità dell'adulto nella pastorale vocazionale della comunità cristiana (1992). Negli altri tre anni si è puntato decisamente sul primato della “spiritualità, come condizione necessaria per il nascere delle vocazioni: "Perché pregare per le Vocazioni?" (1993); "Celebriamo in Cristo la nostra vocazione" (1994); "Ascesi cristiana e vocazioni" (1995)

Nell'ultima fase, quella attuale, il CNV ha avvertito l'esigenza, alla luce dell’Esortazione post-sinodale di Giovanni Paolo II, “Vita consercata”, annunciare con forza quei valori che animano e caratterizzano la scelta della vita consacrata nella sequela di Cristo nella “via dei consigli evangelici”: "Verginità per il Regno: vocazione all'Amore" (1996); "Povertà e vocazioni" (1997); "Obbedienza e vocazioni" (1998); “Vocazioni: dalla comunità alla vita fraterna” (1999).

 

Il Convegno del (2000),Nuove vocazioni per un nuovo millennio”, ha tentato, alla luce del Documento Conclusivo del Congresso europeo sulle Vocazioni (NVNE) del 1997 e degli Orientamenti dei Vescovi italiani su “Le Vocazioni al ministero ordinato e alla vita consacrata nella comunità cristiana” del 27 dicembre del 1999, di fare una verifica sul cammino percorso e aprire per il futuro strade nuove per un rinnovato impegno nella pastorale vocazionale della Chiesa in Italia.

Il Convegno del (2001), “Come annunciare la vocazione all’amore verginale nella pastorale vocazionale”, nuovo nei suoi destinatari, nei suoi obiettivi, nella sua struttura, ha voluto porre l’attenzione sulle modalità dell’annuncio della vocazione all’amore verginale.

Il convegno (2002) Conformati a Cristo”. Come l’azione formativa della comunità cristiana prepara i giovani alla scelta vocazionale, si prefigge di aiutare i CRV e i CDV a riscoprire l’importanza della pv, offrendo strumenti per proporre esperienze ed itinerari educativi.

Il Convegno (2003) “Favorire un maggior coordinamento tra la pastorale giovanile, familiare e quella vocazionale…” Come?, si propone di aiutare i Centri Regionali vocazioni e i Centri Diocesani vocazioni, a tradurre in comportamenti pastorali le linee emergenti dal documento CEI  “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”; ed inoltre proseguire un cammino di crescente comunione con gli altri settori della pastorale della Chiesa Italiana.

Il Convegno (2004) “Il volto vocazionale della parrocchia in un mondo che cambia. Come?, pone l’attenzione in linea con il cammino della Chiesa Italiana

 In questo primo decennio del 2000, sulla comunità parrocchiale, perché, in un mondo che cambia, riscopra la sua vocazione:aiutare ogni battezzato a percepire, accogliere e vivere la vocazione personale.

Il Convegno (2005) “Il dinamismo vocazionale dell’Eucaristia nel Giorno del Signore. Come?In linea con gli Orientamenti Pastorali e con il cammino in atto della Chiesa Italiana, si è voluto  continuare a riflettere sulla Parrocchia, fermando l’attenzione sulla Domenica, centro della vita della parrocchia. In vista della XXVI Congresso Eucaristico Nazionale, che si tiene a Bari dal 21 al 29 Maggio 2005 dal tema: “Senza la Domenica non possiamo vivere”, il CNV ha voluto valorizzare questo momento assembleare di inizio anno dando rilievo e risalto al vero volto vocazionale dell’  Eucaristia nel Giorno del Signore.

Il Convegno (2006)”Come la pastorale vocazionale testimonia Cristo Risorto speranza del mondo?Insieme a tutta la Chiesa Italiana questo appuntamento pone al centro il tema della  traccia di riflessione del prossimo Convegno ecclesiale di Verona (16-20 Ottobre 2006)

 

 

B) La rivista “VOCAZIONI”.

Il CNV, per sostenere la riflessione sulle problematiche e sui temi vocazionali dei Centri Diocesani Vocazioni e di tutti gli animatori vocazionali e non, pubblica la rivista bimestrale “VOCAZIONI”.

            La Rivista, come si legge nel suo primo numero del maggio del 1972, si proponeva, fin dal suo primo apparire, di essere "servizio di documentazione, studio, informazione del Centro Nazionale Vocazioni".

Dal numero di gennaio-febbraio del 1984 la Rivista acquista una veste tipografica più curata e una struttura ben delineata nei suoi contributi di “studio, orientamenti, esperienze e documentazioni”.

Attualmente la Rivista è bimestrale ed è introdotta da un “Editoriale” del Direttore del CNV, cui seguono dei contributi di “Studi – Orientamenti – Esperienze” che approfondiscono il tema monografico; a questa parte più corposa fa seguito un’altra destinata alle “ Proposte – Temi aperti – Dai CRV e CDV”. Ogni numero si chiude con un “Invito alla lettura” e con la “Documentazione”.

            Per quanto riguarda i temi monografici affrontati dai singoli numeri della Rivista, si è giunti ultimamente ad offrire questa scansione: tre numeri approfondiscono temi vocazionali ritenuti importanti oltre che attuali e gli altri tre sono dedicati a “veicolare i contenuti di tre appuntamenti annuali del servizio del CNV alla Chiesa italiana: Gli “Atti del Convegno Nazionale di studio” (n.1), gli “Atti del Seminario sulla direzione spirituale” (n. 4),  il “Tema della GMPV” (n.6).          

            La Rivista è preparata e curata da un “Gruppo redazionale”, guidato dal Direttore del CNV,  e composto dai membri della Direzione del CNV e da altri amici sacerdoti, consacrati e laici, coinvolti non solo per le loro competenze a livello teologico o biblico o ecclesiologico o pastorale o pedagogico, ma soprattutto per la loro passione per la pastorale vocazionale.

 L’attenzione che il CNV ha dedicato e dedica alla Rivista, esprime il suo desiderio e la sua volontà che essa diventi sempre più, come sta avvenendo, non solo strumento utilissimo per i CDV e tutti gli animatori vocazionali per lo studio e la riflessione sui nodi vitali della pastorale vocazionale, ma anche mezzo per diffondere in tutti gli operatori pastorali quella attenzione alla dimensione vocazionale, l’unica capace di generare quell’ auspicata “cultura vocazionale” nelle nostre comunità e soprattutto tra i nostri giovani.

 

 

I titoli dei temi monografici del 2004-2005-2006 sono:

ANNO 2004

  1. In parrocchia: la tua vocazione nella sua…
  2. Il volto vocazionale della parrocchia in un mondo che cambia. Come?
  3. Pedagogia delle vocazioni e adolescenza
  4. La fatica di scegliere: quali le dinamiche di fronte alla scelta stabile di vita  quale aiuto è più urgente

5.  La pastorale vocazionale: uno sguardo sul mondo

  1. Specificità e reciprocità di carismi e ministeri per una comunità cristiana “grembo di tutte le  vocazioni”

ANNO 2005

  • Nel giorno del Signore …i tuoi giorni
  • Il dinamismo vocazionale dell ’Eucarestia  nel Giorno del Signore. Come?
  • Una piccola via a servizio dell’accompagnamento vocazionale. (S.Teresina di Lsieux maestra di vita spirituale e dottore della Chiesa.)
  • Scelte definitive e “abbandoni”. La pastorale vocazionale di fronte alla sofferenza degli “abbandoni”
  • Universita’, cappellanie universitarie e vocazioni
  • I consacarati: testimoni del Risorto nella pastorale vocazionale della Chiesa locale

ANNO 2006

     

  • Anche tu in Cristo dai vita alla speranza!
  1. Come la pastorale vocazionale testimonia Cristo Risorto, speranza del mondo?
  2. Guide spirituali e testimoni di speranza per l’uomo di oggi
  3. Teologia della e delle vocazioni
  4.  Vademecum per i nuovi direttori CDV e animatrici vocazionali
  5. Atti 6° Forum del CNV e dei responsabili vocazionali degli istituti di vita consacrata         

 

 

3.4. Il servizio di coordinamento

           

Tale 'servizio' di fatto avviene tramite la fitta e costante rete del servizio offerto 'in diretta' dal Centro Nazionale Vocazioni - attraverso i membri della sua Direzione - con incontri 'in loco' con le Diocesi o le Regioni  o tramite i Centri Regionali Vocazioni che coordinano e animano i rispettivi Centri Diocesani Vocazioni presenti nella propria Regione.

Il CNV, consapevole che “è necessario portare la pastorale vocazionale nel vivo delle comunità cristiane parrocchiali, là dove la gente vive e dove i giovani in particolare sono coinvolti più o meno significativamente in un esperienza di fede” (NVNE, 29), presta una particolare attenzione a quell’organismo diocesano che si propone come proprio questo obiettivo da raggiungere con il proprio lavoro: il Centro Diocesano Vocazioni (CDV).

Per questo dal 1983 organizza degli “Incontri” biennali con i responsabili e i membri dei CDV di Italia con lo scopo di favorire la reciproca conoscenza e offrire momenti di studio su specifici temi di pastorale vocazionale.

In questi “Incontri” sono stati affrontati i punti nevralgici per una efficace pastorale vocazionale nelle diocesi.

 

  • "La pastorale delle vocazioni nelle chiese particolari italiane": (Settembre 1983)
  • "La promozione della vocazione religiosa nella missione della Chiesa, oggi”: (Agosto 1985)
  • "La dimensione vocazionale nella Pastorale Giovanile: verifica di iniziative e proposta di itinerari": (Settembre 1987)
  • “Il servizio del C.D. V. alla Parrocchia”: (Settembre 1989)
  • “Il C.D.V. a servizio del Piano Pastorale della Chiesa particolare”: (Settembre 1991)
  • "La costitutiva risonanza vocazionale nell'educazione dei giovani alla fede": (Settembre 1993).
  • “Il Vangelo della Carità chiama i giovani”: (Ottobre 1995)
  • “Il Centro Diocesano Vocazioni e il Suo Direttore: verso una nuova identità ?": (Settembre 1997)
  • “La dimensione vocazionale nel progetto culturale nella Chiesa italiana”. (Giugno 1999).

 

Durante questi “Incontri” non ci si limita ad ascoltare le relazioni degli “esperti” che aiutano i responsabili dei CDV, soprattutto i più giovani, ad approfondire il tema proposto. Il CNV è anche sempre stato attento a creare degli spazi in cui i Direttori dei CDV potessero sia proporre, presentare e scambiarsi tutto il materiale vocazionale che viene prodotto nelle Diocesi (e non è poco!), perché possa essere divulgato al di là dei ristretti limiti diocesani, sia confrontarsi fraternamente con i problemi e le esperienze positive di pastorale vocazionale in atto nelle nostre diocesi italiane. 

 

3.5. Il servizio di animazione

            Un altro importantissimo aspetto della pastorale vocazionale, che è sempre oggetto di attenzione e di speciale cura da parte del CNV, è quello che riguarda gli animatori vocazionali.

Sono loro che possono “far uscire la pastorale vocazionale dalla cerchia degli addetti ai lavori per raggiungere i solchi periferici della Chiesa particolare” (NVNE, 29).

 Il loro specifico compito non certamente né quello di fare delle grandi “retate” vocazionali né quello di limitarsi ad organizzare delle belle iniziative vocazionali; va ancora più in profondità e mira a coinvolgere nell’attenzione alla dimensione vocazionale tutte le componenti del popolo di Dio nel rispetto delle loro specificità. Questo nella convinzione che “le varie componenti e i diversi membri della chiesa impegnati nella pastorale vocazionale renderanno tanto più efficace la loro opera quanto più stimoleranno la comunità ecclesiale come tale, a cominciare dalla parrocchia, a sentire che il problema delle vocazioni sacerdotali non può minimamente essere delegato ad alcuni “incaricati” (i sacerdoti in genere, i sacerdoti del seminario in specie), perché, essendo “un problema vitale che si colloca nel cuore stesso della chiesa”, deve stare al centro dell’amore di ogni cristiano verso la chiesa” (PDV, 41).

 

A) Seminari residenziali per animatori

            Questa attenzione agli animatori vocazionali, sacerdoti e consacrati, da parte del CNV si è concretizzata negli anni che vanno dal 1984 al 1996 in alcuni “Seminari residenziali”, destinati specificamente a loro.

In questi “Seminari residenziali per animatori” sono state presentate le tematiche di base della pastorale vocazionale. La scelta di queste tematiche era motivata dal fatto che nella maggior parte dei casi, questi animatori vocazionali erano appena agli inizi del loro lavoro.

 

B) Corsi per animatori vocazionali parrocchiali

            Inoltre, il CNV ha lanciato e sostenuto la proposta di un “animatore vocazionale parrocchiale” laico. Questa scelta partiva dalla necessità non di avere un laico a cui “delegare” in parrocchia l’attenzione all’aspetto vocazionale, bensì, come ben si esprimono i Vescovi italiani, qualcuno che “con una chiara coerenza di vita e testimonianza di fedeltà alla propria vocazione, impegni un’attenzione costante a tutte le iniziative pastorali parrocchiali ove far emergere la dimensione vocazionale”. 

Per gli “animatori vocazionali parrocchiali” sono stati organizzati ad Assisi quattro corsi, dal 1991 al 1994.

 

C) Seminari sulla Direzione spirituale

            E, infine, il CNV è profondamente convinto che la pastorale vocazionale non si può assolutamente limitare ad annunciare a tutti il “Vangelo della vocazione”, ma è necessario mettere in atto tutte quelle forme di accompagnamento di gruppo e personale che aiutino il giovane che si sente chiamato a sentire accanto a sé l’attenzione della Chiesa perché risponda, liberamente e generosamente, con amore a Colui che, per amore, lo ha amato e chiamato.

Per questo segue con attenzione il cammino di tutti quei “gruppi vocazionali” sorti in questi ultimi decenni nelle nostre diocesi e richiama con forza la necessità che non manchi mai, soprattutto ai giovani in ricerca vocazionale, l’accompagnamento della Direzione spirituale.

            Per incentivare la pratica della “Direzione spirituale” e per sostenere l’impegno dei “Direttori spirituali”, in questi anni il CNV ha organizzato dei Seminari sulla Direzione spirituale

Le tematiche affrontate in questi anni sono state le seguenti:

 

  • 1986:   Direzione spirituale e vita secondo lo spirito
  • 1987:   L’ autodiscernimento vocazionale
  • 1988:   La formazione alla vita spirituale delle giovani generazioni
  • 1989:   Direzione spirituale e vocazioni
  • 1990:   Le costanti teologico -storico- spirituali della direzione spirituale
  • 1991:    Il contributo di tutte le scienze umane nella direzione spirituale
  • 1992:    La direzione spirituale come itinerario per la maturità  vocazionale
  • 1993:    La guida spirituale nella direzione spirituale
  • 1994:    Il servizio della guida spirituale alla personalizzazione della fede
  • 1995:    La formazione della guida spirituale
  • 1996:    Criteri di discernimento vocazionale nella direzione spirituale
  • 1997:     La formazione della coscienza al discernimento
  • 1998:     La formazione della guida spirituale a servizio dell’orientamento  vocazionale
  • 1999:     Riconciliazione e direzione spirituale
  • 2000:     Le età della vita e la direzione spirituale
  • 2001      “La direzione spirituale di fronte alla sofferenza, alla prova e alla crisi    
  • 2002    “L’accompagnamento vocazionale “sotto la Parola di Dio”
  • 2003        “Affettività, sessualità e vocazioni: quale cammino di maturazione nella direzione spirituale?”
  • 2004        “L’educazione è “cosa del cuore”(Don Bosco):pedagogia delle vocazioni e adolescenza

P   2005         “Una piccola via  a servizio dell’accompagnamento vocazionale”(S. Teresa di Lisieux maestra di vita spirituale e dottore della Chiesa)

P   2006    “Guide spirituali e testimoni di Speranza per l’uomo di oggi (Giorgio La Pira: un contemplativo nell’azione)

 

Al di là delle tematiche, sia pure così importanti, l’intento del CNV nell’organizzare questi Seminari sulla Direzione spirituale era quello non solo di offrire un valido aiuto a chi vi partecipava, ma soprattutto di diffondere sempre più nelle nostre diocesi l’attenzione e la pratica della Direzione spirituale, come forma privilegiata di accompagnamento vocazionale.

Come, infatti, ci ricorda il Papa “è necessario riscoprire la grande tradizione dell’accompagnamento spirituale personale, che ha sempre portato tanti e preziosi frutti nella vita della chiesa: esso può essere aiutato in determinati casi e a precise condizioni, ma non sostituito, da forme di analisi o di aiuto psicologico” (PDV, 40).

Il Pontefice rivolge, inoltre, un pressante invito soprattutto ai sacerdoti: I sacerdoti, per parte loro, siano i primi a dedicare tempo ed energie a quest’opera di educazione e di aiuto spirituale personale: non si pentiranno mai di aver trascurato o messo in secondo piano tante altre cose, pure belle e utili, se questo era inevitabile per mantenere fede al loro ministero di collaboratori dello Spirito nell’illuminazione e nella guida dei chiamati” (PDV, 40)

Il “Seminario sulla Direzione spirituale” vede ogni anno crescere non solo il numero dei partecipanti, più di un centinaio, ma soprattutto la loro qualità.

Uno dei frutti di questi “Seminari sulla Direzione spirituale” è stato quello di aver sensibilizzato realmente i sacerdoti e i consacrati nel valorizzare questa forma di accompagnamento vocazionale che si è sentita la necessità di organizzare nelle Regioni o, addirittura in alcune Diocesi, dei “Corsi sulla Direzione spirituale”.

 

 

  • Forum del CNV e dei responsabili vocazionali degli istituti di vita consacrata

 

Nel 2001 Il CNV ha iniziato ad avviare un dialogo più diretto e attivo tra Centro Nazionale Vocazioni e i responsabili vocazionali degli Istituti di Vita Consacrata d’Italia, sia per esprimere meglio la comunione ecclesiale nella pastorale vocazionale unitaria, sia per favorire la vicendevole conoscenza di iniziative ed esperienze. Questo attraverso il 

 

P Forum  2001 (16-18 Febbraio) dal tema: “La vita consacrata nella Chiesa particolare: come realizzare una pastorale vocazionale di comunione?

 

P Forum 2002 (18 al 20 Ottobre) ha avuto come tema: “ La vita consacrata: una spiritualità di comunione al servizio della pastorale vocazionale”.

 

P Forum  2003 (23-25 Ottobre) ha avuto come tema: “La vita consacrata nell’impegno ecclesiale a favore di una nuova cultura vocazionale nel territorio. Come?.

 

PForum 2004 (27-30 Ottobre) avente come tema: “Specificità e reciprocità di carismi e di ministeri per una comunità cristiana “grembo di tutte le vocazioni”

 

PForum 2005 (26-29 Ottobre) avente come tema: “ I consacrati: testimoni del Risorto nella pastorale vocazionale della Chiesa locale

 

a cura di  Mons. Antonio Ladisa,

Vice-Direttore CNV


(página web de la Conferencia episcopal italiana)